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Le parole chiave del turismo regionale nel 2020

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Infrastrutture, promozione, semplificazione e lotta all'abusivismo: il Presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti, traccia le linee guida del turismo regionale e le prospettive per l'anno 2020. Proprio il recente periodo di festività ha fatto registrare dei numeri positivi per il turismo in Toscana: il calendario favorevole ha infatti permesso il raggiungimento di ottimi risultati per le aziende che hanno svolto attività turistica. Un ottimo modo per chiudere il 2019 e iniziare il nuovo anno, che viene illustrato dal Presidente Barbetti sulla base dei seguenti temi di fondamentale importanza.


Il turismo e le prospettive elettorali.

Negli anni attraversati dalla crisi economica, il turismo ha rappresentato un comparto del mercato che ha permesso di creare in Toscana nuove aziende e posti di lavoro, con positivi effetti anche nell’indotto dei territori. Il turismo in Toscana vale circa il 13% del PIL, quindi i numeri dimostrano che il settore meriti la medesima attenzione che viene riservata al comparto industriale o agricolo. La richiesta di Federalberghi Toscana è che almeno lo stessa percentuale dei Fondi Europei disponibili alla Regione, venga destinata al turismo nelle programmazioni future, auspicabilmente attraverso linee strategiche da condividere con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore. Auspichiamo che il comparto turistico sia al centro dei programmi di governo dei candidati alla guida della Regione Toscana per la prossima legislatura.


Infrastrutture e turismo in Toscana.

Il tema delle infrastrutture è uno degli elementi di maggiore criticità per la competitività turistica della nostra Regione, e richiede investimenti che non possono essere ulteriormente rimandati. La priorità è sicuramente rivolta alla viabilità dell'area tirrenica, in cui l’area della Maremma segna un inaccettabile livello di arretratezza della rete stradale, ed il nodo dell’accesso al porto di Piombino non è ancora stato risolto. Federalberghi Toscana supporta pienamente il potenziamento dell'aeroporto di Firenze, perché il nostro capoluogo merita uno scalo all'altezza della sua immagine e della sua rilevanza, ma anche perché può essere un effettivo miglioramento per l’accesso al servizio da parte del sud della Toscana. Sempre in tema aeroportuale è importate sviluppare una progettualità dedicata all’aeroporto sull’Isola d’Elba se si vuole davvero puntare al mercato internazionale come driver di sviluppo. Riteniamo inoltre prioritario migliorare i collegamenti da e verso Siena, oltreché l'accesso all'alta velocità da parte della stazione di Chiusi-Chianciano Terme, da considerare quindi strategica per tutta la Toscana meridionale. In materia di trasporto ferroviario è necessario potenziare i collegamenti verso la costa toscana che rappresenta un asset fondamentale del nostro turismo. Considerato il nuovo contratto di servizio che la Regione ha sottoscritto con Trenitalia e la definitiva assegnazione della gara regionale per il trasporto pubblico su gomma, ci aspettiamo nei prossimi anni importanti investimenti sulla qualità dei treni e degli autobus, oltre che sulla sicurezza delle nostre principali stazioni ferroviarie (Pisa e Firenze SMN in primis), che molto incidono sulla percezione dell’esperienza turistica vissuta sul nostro territorio.


Abusivismo e locazioni brevi.

La Toscana è suo malgrado la regione leader in Italia per quantità di annunci di locazioni turistiche brevi, con particolare concentrazione nelle nostre città d’arte. La Regione ha lavorato bene, nei limiti delle proprie competenze, per monitorare e arginare il fenomeno dell’abusivismo nel settore dell’ospitalità. Serve adesso un salto di qualità della normativa nazionale perché tale fenomeno sta stravolgendo il mercato sia ricettivo che abitativo, creando da un lato concorrenza sleale alle aziende turistiche che operano correttamente, dall'altro distruggendo e saccheggiando l'identità delle nostre città e comunità. In attesa che la normativa nazionale diventi più efficace e che vengano attribuiti agli enti locali adeguati poteri per poter contrastare il fenomeno, è importante quindi iniziare un'attività di controllo tramite il codice identificativo per verificare che gli adempimenti oggi previsti siano rispettati, con particolare riferimento alla trasmissione dell’identità degli alloggiati, ai fini di tutelare la sicurezza pubblica.


Promozione turistica regionale.

La Regione sta raggiungendo positivi risultati in ambito promozionale, nonostante le risorse dedicate a ciò siano esigue. Riteniamo infatti che le risorse destinate alla promozione siano largamente insufficienti, considerando l'importanza del turismo nell'economia regionale e l'importanza del brand della Toscana a livello internazionale. Dobbiamo fronteggiare la forte crescita di altre regioni dirette competitor della Toscana, che stanno investendo in promozione risorse ben più cospicue rispetto alle nostre. L'efficacia delle iniziative passa inoltre per un più stretto coinvolgimento di operatori privati e delle strutture ricettive nel sistema di promozione turistica: per questo auspichiamo che il nuovo impianto di promozione, basato sugli ambiti territoriali tramite il progetto “Tuscany Together”, diventi sempre di più uno strumento di coinvolgimento delle attività ricettive e delle associazioni di categoria nelle scelte operative di promozione turistica. Nella futura attività di promozione riteniamo che il tema della sostenibilità ambientale giocherà un ruolo determinante per la competitività della nostre destinazioni turistiche, per questo riteniamo strategico investire in questa direzione con progetti specifici, come ad esempio è stato fatto con lo sviluppo di “Costa Toscana Sostenibile”.



Prospettive per il termalismo.

Per quanto riguarda il termalismo dobbiamo constatare che la situazione è molto preoccupante, soprattutto per le città termali di Chianciano e Montecatini. Apprezziamo che il prossimo “Buy Tuscany on the road” venga svolta in località termali (Chianciano e Saturnia), tuttavia si è sentita in questi anni la mancanza di una politica organica di settore, che creasse le condizioni per poter attrarre investimenti. Federalberghi Toscana non ha condiviso le scelte regionali effettuate sulle partecipate termali, nel momento in cui è stato deciso di non considerarle strategiche per la Regione. La dimensione del problema delle grandi aziende termali toscane è troppo grande per poter essere affrontato dai soli comuni in cui essere risiedono. La Regione quindi deve svolgere un ruolo sussidiario per tutto il tempo necessario a trovare una soluzione di mercato, che sappia contemperare la necessità di investimento privato con il ruolo di rilevanza strategica che tali aziende rappresentano per i territori in cui sono localizzate.





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